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Due giugno

Due giugno, festa della Repubblica italiana; sia anche la festa della “Pace e della Fratellanza tra i Popoli”.

La Repubblica deve porre le proprie radici nel terreno ‘concimato’ dalla libertà, dalla pace e dall’uguaglianza. 

Gli aerei militari del mondo intero, a mio avviso, non dovrebbero volare! Né in tempo di pace, né in tempo di guerra; né pacificamente sulle capitali durante le parate o le commemorazioni, né sulla Siria carichi di bombe devastanti e spesso non convenzionali che mietono anche vittime innocenti, tra le quali molti bambini -nessun riferimento all’aviazione militare italiana che saggiamente non partecipa ad alcun bombardamento in Siria o nei teatri di guerra contemporanei-. Il loro decollo -inteso in senso metaforico e allegorico- sarebbe assai utile per distruggere i ‘muri’, con filo spinato elettrificato, che alcune nazioni stanno elevando impropriamente per impedire ai “Veri profughi di guerra” e ai “Veri disperati che fuggono da carestie e dittature” di raggiungere luoghi sicuri e apparentemente civili. 

E’ necessario conoscere profondamente le dinamiche delle guerre e vedere dal vivo le immani sofferenze nonché le terribili distruzioni per comprendere! Ho udito in locali pubblici, in radio e in televisione, commenti bizzarri e impropri su come risolvere le problematiche dei profughi/rifugiati; immagino ahimè che alcuni commentatori non sappiano dov’è collocata geograficamente la città di Aleppo… non sappiano che in Siria muoiono migliaia di bambini nella totale indifferenza del mondo… non sappiano che un ‘uomo disperato’, che scappa dalla guerra o dalla carestia, non si ferma di certo davanti ad un muro o rifugge una scossa elettrica… non sappiano che l’odio manifestato al ‘diverso’ ritorna amplificato…

ABBATTIAMO I MURI CON IL FILO SPINATO E COSTRUIAMO NUOVI PONTI ‘COLORATI’ DI SOLIDARIETA’.

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